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martedì 17 marzo 2009
mercoledì 11 marzo 2009
Colazione da Tiffany

Titolo originale: Breakfast at Tiffany's
Paese: USA
Anno: 1961
Durata: 115 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: commedia/sentimentale
Regia: Blake Edwards
Soggetto: Truman Capote (romanzo)
Interpreti e personaggi
Audrey Hepburn: Holly Golightly
George Peppard: Paul Varjak
Patricia Neal: Liz
Buddy Ebsen: "Doc" Golightly
Martin Balsam: O. J. Berman
Mickey Rooney: sig. Yunioshi
Dorothy Whitney: Mag Wildwood
José Luis de Villalonga: José De Silva
Stanley Adams: Rusty Trawler
John McGiver: commesso di Tiffany
Alan Reed: Sally Tomato
Claude Stroud: Sid Arbuck
Doppiatori italiani:
Maria Pia Di Meo: Audrey Hepburn
Pino Locchi: George Peppard
Fotografia: Franz F. Planer
Montaggio: Howard A. Smith
Musiche: Henry Mancini
Scenografia: Roland Anderson, Hal Pereira
Premi:
2 Premi Oscar 1961: "Migliore colonna sonora" e "Miglior canzone" (a Moon River di Henry Mancini
1 David di Donatello 1962: "Miglior attrice" (a Audrey Hepburn)
trama
Holly, una giovane ragazza, vive a New York sola in un appartamento con il suo gatto senza nome.
E' determinata a sposare un uomo ricco in modo da risolvere i suoi problemi economici.
Incontrerà Paul, un giovane scrittore, domiciliato nel suo stesso palazzo.
tra i due nascerà un'amicizia molto particolare...
considerazioni personali
Colazione da Tiffany è uno dei miei film in assoluto!
una delle più belle commedie mai prodotte.
non c'è una sola cosa che non adori di questa pellicola.
la bellissima città di New York, paradiso in terra dove tutto sembra possibile, è lo sfondo perfetto nel quale poter ammirare Holly.
Audrey Hepburn è semplicemente divina nella sua interpretazione.
ha dato vita ad uno dei più bei personaggi della storia del cinema.
gli abiti di Givenchy, protagonisti indiscussi del guardaroba di Holly, sembrano avere vita propria; grazie alla loro eleganza e bellezza sono interpreti di stile e classe degli anni sessanta.
Tiffany, il negozio di gioielli, diventa luogo di culto, come tutto ciò che nel film viene descritto o rappresentato o semplicemente sfiorato.
la trama sembra essersi scritta da sola, mai banale, mai trascinata o stucchevole; è l'apoteosi delle commedie romantiche.
la colonna sonora è indimenticabile, Moon River, rimane ancora oggi una delle canzoni più belle mai scritte per una pellicola.
Potrei continuare all'infinito ad elogiare un prodotto simile ma rischierei di annoiare, quindi mi fermo qui, consigliando, a chi ancora non l'avesse fatto, di vedere questo film memorabile ed immortale.
trailer
martedì 10 marzo 2009
Big Fish

Titolo originale: Big Fish
Lingua originale: Inglese
Paese: USA
Anno: 2003
Durata: 125'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1.37:1
Genere: drammatico
Regia: Tim Burton
Soggetto: Daniel Wallace (romanzo)
Sceneggiatura: John August
Produttore: Bruce Cohen, Katterli Frauenfelder, Dan Jinks, Richard D. Zanuck
Produttore esecutivo: Arne Schmidt
Casa di produzione: Columbia Pictures Corporation, Jinks/Cohen Company, The Zanuck Company
Distribuzione (Italia): Columbia Tristar Films Italia
Interpreti e personaggi
Ewan McGregor: Ed Bloom giovane
Albert Finney: Ed Bloom anziano
Billy Crudup: Will Bloom
Jessica Lange: Sandra Bloom anziana
Alison Lohman: Sandra Bloom giovane
Helena Bonham Carter: Jenny/La strega
Robert Guillaume: Dr. Bennett
Marion Cotillard: Josephine
Matthew McGrory: Karl il gigante
Miley Cyrus: Ruth da piccola
David Denman: Don Price a 18-22 anni
Steve Buscemi: Norther Winslow
Danny DeVito: Amos Calloway
Deep Roy: Mr. Soggybottom
Doppiatori italiani:
Riccardo Rossi: Ewan McGregor
Luciano De Ambrosis: Albert Finney
Vittorio De Angelis: Billy Crudup
Micaela Esdra: Jessica Lange
Valentina Mari: Alison Lohman
Cristiana Lionello: Helena Bonham Carter
Giorgio Lopez: Danny DeVito
Angelo Nicotra: Robert Guillaume
Mino Caprio: Steve Buscemi
Alessandro Rossi: Matthew McGrory
Nino Prester: London Wainwright III
Fotografia: Philippe Rousselot
Montaggio: Chris Lebenzon, Joel Negron
Effetti speciali: Robin A. Linn, Hans Metz, Stan Parks, Stan Winston
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Dennis Gassner
Costumi: Colleen Atwood, Donna O'Neal
trama
Edward Bloom ama raccontare della sua vita.
le sue storie, nonostante narrino episodi di vita vissuta sembrano del tutto fantastiche e quindi poco credibili.
Suo figlio Will non apprezza quest'attitudine del padre; accusandolo di rendersi ridicolo.
Will vorrebbe conoscere la vera storia della vita di Edward ma quest'ultimo è legatissimo ai suoi racconti e li difende proprio in vistù del fatto che li ritiene corrispondere a verità...
recensione
Tim Burton è in assoluto uno dei miei "cantastorie" preferiti.
dargli la possibilità di narrare un racconto significa regalare a tutti la possibilità di sognare a qualsiasi età.
ma che succede se la trama è il racconto di un'uomo che adora raccontare storie incredibili?
la risposta è piuttosto semplice, il film che ne risulta è un vero e proprio capolavoro!
devo ammettere che la prima volta che vidi questo film rimasi delusa.
non mi piacque, non lo capii e di conseguenza non lo volli più vedere.
il caso vuole che mi è capitata l'occasione di dargli "una seconda possibilità" dopo molti anni.
probabilmente di cinema ci capivo molto poco considerando l'idea che mi ero fatta di "Big Fish", ma l'importante è poter riparare al danno...
la trama è di una bellezza impalpabile al pari delle straordinarie vicende che vengono narrate da Edward.
una metafora della vita in grado di rendere persino l'addio al mondo terreno, meno doloroso.
i racconti surreali narrati più volte da Edward finiscono per rimpiazzare la realtà rendendola estremamente più interessante.
la verità si confonde nel mito ed una volta entrati nel mito è possibile non morire mai.
lo stesso discorso vale per le storie che ci raccontano da bambini, rimangono immutate per sempre.
il cast è eccellente, e nonostante la mancanza del feticcio Deep, l'interpretazione di Ewan McGregor, leggermente sopra le righe, regala ad Edward quella spiccata inclinazione all'iseguir ciò che l'uomo medio spesso eviterebbe
.
bravissimi anche Albert Finney, Jessica Lange, Danny DeVito, Helena Bonham Carter ed Alison Lohoman, delicata e leggera come una piuma ma allo stesso tempo intensa nella sua interpretazione.
le musiche, firmate da Danny Elfman, sono l'ennesima dimostrazione di quanto questo compositore sia perfetto per dare voce alle immagini delle opere di Tim Burton.
il sottofondo musicale calza al pari di un guanto.
la componente emozionale è forte e Burton non è certo un novellino nel campo, riesce ad arrivare nel profondo dello spettatore e a lasciargli addosso un piccolo frammento di fantasia.
sono riuscita a cogliere alcuni riferimenti a pellicole diverse, una fra tutti, "Edward Mani di Forbice" ricordato a mio parere sia con le "mani" che commercializza Edward, che con la particolare tuta total black che indossa il protagonista quando è un ragazzino.
Inoltre sembra esserci un richiamo a "il signore degli anelli" con riferimento a Barbalbero che sembra essere stato ricreato nella foresta dei ragni attraversata da Edward.
il film dura circa due ore, ma la cosa strordinaria è che il tempo durante la visione dà come l'impressione di dilatarsi, scorrendo in maniera surreale, proprio come la storia, senza mai appensantire ma avvolgendo con un'atomosfera che si vorrebbe non dover lasciare mai.
Big Fish sembra voler dimostrare che i racconti, anche i più fantastici, spesso sono più veri della verità stessa.
trailer
Desiderio

Titolo originale: Yokujo Cimax
Autore: Ayane Ukyo
Disegni: Ayane Ukyo
Tankōbon: 7 (completa)
Editore it.: planet manga
1ª edizione it.
Lettura it.: originale (da destra a sinistra)
Genere: Shōnen
Autore: Ayane Ukyo
Disegni: Ayane Ukyo
Tankōbon: 7 (completa)
Editore it.: planet manga
1ª edizione it.
Lettura it.: originale (da destra a sinistra)
Genere: Shōnen
trama
Mio Omori è una giovane ragazza che non versa in facili condizioni economiche, oltre a frequentare la scuola lavora come cameriera alle dipendenze di una ricca famiglia i Jinnai.
Shoei, primogenito della casata Jinnai è amico di Mio fin dall'infanzia ma i due sono entrambi cresciuti comincia ed il loro rapporto cambia radicalmente, diventando molto particolare. i loro incontri sono caratterizzati dalla forza di carattere di Shoei in grado di investire Mio che appare indifesa e priva di volontà quando è con lui...
recensione
questo manga rappresenta per l'autrice il primo lavoro rivolto ad un pubblico maturo.
il primo volume è in grado di tenere con il fiato sospeso sia per la trama (un misto di incontri passionali, e un giallo da risolvere) sia per la caratterizzazione dei personaggi... ma la suspance viene meno piuttosto presto, a partire dai volumi successivi, quando la storia inizia ad essere trascinata e poco incline ai colpi di scena.
quello che pare essere un racconto a sfondo giallo si rivela un banale diversivo per non dover parlare costantemente del rapporto dei due protagonisti, che, nemmeno a dirlo sembra essere del tutto prevedibile.
la cosa che mi è piaciuta di meno, sono stati gli sfondi del manga, quasi del tutto assenti, che mettevano in evidenza delle tavole spoglie a volte con protagonisti esclusivamente i personaggi, ignorando del tutto le ambientazioni.
vorrei fare una precisazione, nonostante Desiderio negli ultimi volumi perda molto in intensità è indubbiamente migliore di molte opere a sfondo scolastico in cui mi sono imbattuta nell'ultimo periodo.
lunedì 2 marzo 2009
non tutto è come sembra

salve stranieri,
a volte sembra che quello che ci capita intorno sia avvolto dal mistero.
certi avvenimenti sembrano non avere spessore e la realtà continua a rappresentare il punto interrogativo contro il quale scontrarsi giorno dopo giorno!!!
non sempre tutto è inspiegabile, a volte fare un'analisi potrebbe sembrare più facile del previsto... quello che si presenta agli occhi è la pura e vera essenza del giusto!
ed invece non può esistere conclusione più errata!
ogni caso è diverso: a volte ciò che sembra è, ma il più delle volte ciò che sembra non è; ed io aggiungerei: "PER FORTUNA!"
dopo il mio discorso così affine a quello del brucaliffo de "il paese delle meraviglie" cercherò di essere piàù chiara.
tenere gli occhi, e possibilmente anche le orecchie, ben aperti è forse l'unico modo per poter cercare di avvicinarsi alla verità il più possibile.
mi ripeto sempre che non esiste solo il bianco o il nero, ma anche le sfumature.
spesso me ne dimentico perchè preferisco avere una visione netta di quello che mi è dato vedere, ma più vado avanti e più mi accorgo di quanto ogni piccola differenza di colore possa far cambiare lo scenario...
lo so... come mio solito sclero nei post dedicati al journal, ma mi è comodo per ricordare... per tenere sott'occhio le apparenti banali scoperte di vita vissuta...
determinate azioni portano a delle conseguenze, e non sempre si è pronti ad addossarsi la responsabilità di quello che si dice e fà (io non le vorrei accettare quasi mai)...
le cose potrebbero essere estremamente semplici se solo lo si volesse davvero.
invece continua l'incessante sfilata della falsità...
la finzione è bella solo nei film... nella vita è un'altra storia!!!
ora vi lascio... sperando di non avervi fatto brutta impressione, e alla prossima!
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