sabato 31 gennaio 2009

Maria Antonietta, tra sfizi e sfarzi


salve stranieri!!!

è da tempo che volevo parlarvi di uno dei miei personaggi storici preferiti: Maria Antonietta.

eh sì proprio lei... la fredda principessa austriaca divenuta prima delfina di Francia e poi regina.

risulta particolarmente difficile fare un quadro preciso di una figura tanto complessa; senza contare che spesso la verità storica si mescola inevitabilmente con la fantasia, la leggenda fino a divenire mito...

questa sera sono qui per raccontarvi una storia diversa... una storia fatta di immagini...

lo spunto è nato quando mi è tornato alla mente un episodio particolare che coinvolse Maria Antonietta e che accrebbe moltissimo il malcontento del popolo francese: l'affare della collana... ma il contenuto del mio intervento è più futile e leggero.

vedere la bellissima e costosissima collana di diamanti motivo di scandalo, ha fatto crescere in me la voglia di fare una piccola ricerca che mi permettesse di ammirare gli straordinari gioielli di cui disponeva la regina di Francia...

non sono riuscita a fermarmi ai gioielli così ho aggiunto anche le sezioni dedicate alle scarpe e all'arredamento della sua camera...

(prossimamente un altro topic sarà dedicato esclusivamente all'abbigliamento, originale o liberamente ispirato.)

ho raccolto un pò di foto che ritraggono oggetti originali o rifacimenti vari... ve li propongo in questa gallery...

buona visione!!!


i gioielli










le scarpe






le stanze






venerdì 30 gennaio 2009

Sid & Nancy


Titolo originale: Sid & Nancy
Paese: Gran Bretagna/USA
Anno: 1986
Durata: 112'
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico/biografico
Regia: Alex Cox
Soggetto: Alex Cox, Abbe Wool
Sceneggiatura: Alex Cox, Abbe Wool

Interpreti e personaggi
Gary Oldman: Sid Vicious
Chloe Webb: Nancy Spungen
David Hayman: Malcolm McLaren
Debby Bishop: Phoebe
Andrew Schofield: Johnny Rotten
Xander Berkeley: Bowery Snax
Perry Benson: Paul
Tony London: Steve
Biff Yeager: Detective
Courtney Love: Gretchen
Rusty Blitz: Reporter
Ed Pansullo: Detective
Vincent J. Isaac: Detective
J. Steven Markus: Detective
Anne Lambton: Linda
Kathy Burke: Brenda Winczor
Sara Sugarman: Abby National
Mark Monero: Jah Clive
Michele Winstanley: Olive McBollocks
Andy Bradford: Dick Bent
Barbara Coles: Reporter
Pete Lee-Wilson: Duke Bowman


Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: David Martin
Musiche: AA. VV.
Scenografia: Linda Burbank, J. Rae Fox, Andrew McAlpine


storia

londra... i sex pistols... l'eroina... il punk... Sid Vicious... la straordinaria storia del giovane bassista dall'incontro con l'americana Nancy Spungen fino alla scarcerazione avvenuta dopo l'accusa di omicidio.

recensione

mi sono avvicinata a questo film ignorando il peso del protagonista: Sid Vicious; o meglio dire, dei protagonisti: Sid e Nancy.

a quanto sembra, infatti, Sid non ha mai "lavorato" da solo, ma condivideva tutto o quasi con la sua compagna.

fin dalle prime scene è chiara l'intenzione del regista di voler entrare con irruenza nella società londinese di quegli anni.

l'eroina è l'ospite d'onore di molti incontri e feste; e come tutte le guest stars che si rispettino, lascia un segno indelebile nella vita di coloro che hanno avuto l'occasione di averci a che fare...

la pellicola riesce ad essere una valida rappresentazione della confusione di quel periodo... del sudore, della sporcizia e del voler essere su di giri a tutti i costi.

Sid e Nancy sembrano vivere in un mondo tutto loro: si cercano, si trovano e vivono due esistenze in una condividendo amore, odio, sangue, eroina e morte.

poco inclini a scendere a compromessi, i due sembrano in grado di poter vivere un'esistenza del tutto libera, tranne forse per la forte dipendenza dovuta alla massiccia assunzione di droga.

Gary Oldman e Chloe Webb sono degli ottimi interpreti.

la Webb sembra possedere un tale carisma da riuscire ad oscurare talvolta l'affascinate collega.

devo ammettere che la mia prima impressione sull'interpretazione era diversa.

mi era sembrato che le performance dei due protagonisti fossero un tantino caricate...

il film era già fortemente invasivo per la sua tematica, non credevo fosse necessario essere tanto incisivi anhce nella recitazione, correndo magari il rischio di sembrare addirittura poco credibili...

mi sono dovuta ricredere poco dopo! sono andata su youtube alla ricerca di qualche filmato che riportasse frammenti di vita di Sid e di Nancy in modo da farmi un'idea sui loro modi di fare e sulla loro personalità.

i documenti che ho visionato mi hanno portato ad una rivelazione: i due ragazzi erano davvero stralunati e poco attenti a quello che gli si stava contruendo intorno; quasi stessero performando un gioco a cui gli altri non potevano prendervi parte nemmeno se avessero voluto.

Oldman e Webb si fanno carico di un' eredità pesante, riuscendo a regalare un ritratto della coppia molto aderente alla realtà, arrivando ad imitarne atteggiamenti e timbro di voce.

la regia è volutamente confusionaria, annebbiata, instabile.

le scene sembrano essere state rubate ad una telecamera nascosta, puntata sulla vita di Sid.

a tratti sembra di trovarsi in un documentario...

del tutto inedito sembra essere il ruolo interpretato dalla morte; avvenimento quasi sempre portatore di commozione e di assoluto rifiuto da parte dello spettatore, si tramuta in una sorta di sollievo; diviene l'ultimo regalo che la vita fa in risposta ad un'esistenza tanto autolesionista.

la morte è l'unica cura a cui Sid e Nancy possono aspirare.


mercoledì 28 gennaio 2009

Nana


Titolo originale: NANA
Autore: Tomoko Konparu
Regia: Morio Asaka
Soggetto: Jun'ichi Sakata, Morio Asaka
Sceneggiatura: Morio Asaka
Ryosuke Nakamura: Tsuyoshi Matsumoto
Character design: Kunihiko Hamada
Animazione: Kinomi Sakurai, Minoru Yamazawa
Direzione artistica: Hideyuki Ueno; Tomoyuki Shimizu
Studio: Madhouse
Musiche:Tomoki Hasegawa
Rete: Nippon Television (NTV)
1ª TV: 5 aprile 2006 – 27 marzo 2007
Episodi: 47 (completa)
Durata ep.: 23 minuti
Rete italiana: MTV Italia
1ª TV it.: 2007 – 2008
Episodi it.: 47 (completa)
Durata ep. it.: 23 minuti
Genere: Shōjo, Drama, Romantico

storia:

Nana Osaki e Nana (Komatsu) due ventenni molto diverse si incontreranno sul treno che le sta portando a Tokio...

Nana Osaki è una bellissima ragazza dal passato difficile, entra in una band, i Black Stones (Blast), e poco dopo inizia una relazione con il bassista del gruppo, Ren Honjo che successivamente lascerà lei e i Blast per unirsi ad un'altra band di Tokio i Trapnest.
decide di andare a Tokio per diventare una vocalist di successo e sfondare nel mondo della musica.

Nana Komatsu, detta anche Hachi o Hachiko, è una volubile ragazza piuttosto supeficiale molto portata per l'innamoramento. decide di andare a Tokio per raggiungere il suo ragazzo che vive nella capitale.

Nana e Hachi, dopo il loro primo incontro in treno, si rivedranno poco dopo, quando si mettaranno alla ricerca di un appartamento. entrambe, seppure tramite agenzie diverse, visioneranno lo stesso stabile, scegliendo di vivere insieme.

Da questo momento in poi le due ragazze saranno legate da un destino difficile, fatto di amore, amicizia, scelte, allontanamenti e tradimenti. un continuo turbine di emozioni sovrasterà entrambe...

recensione:

da tempo aspettavo il momento più giusto per potervi parlare di questo anime...

finalmente è giusta l'occasione perchè da poco ho rivisto tutte le puntate... ben 47... anche se avrei preferito fossero molte di più.

come molti sapranno Nana è la trasposizione in anime del famosissimo manga di Ai Yazawa...

qualche post fa vi parlai anche di "Paradise Kiss" e di "I cortili del cuore" sue precedenti opere.

lo stile è molto simile a Parakiss, forse ne subisce solo una piccola evoluzione, c'è da dire che il tratto della Yazawa è molto particolare, non apprezzato da tutti: molto originale e diverso dai soliti disegni della maggior parte dei mangaka.

l'aspetto soprendente di questa opera risiede senza dubbio nella trama.

molto raramente mi sono trovata davanti ad una così bella narrazione e non mi riferisco solo ai manga o agli anime, ma anche a film e libri.

I dialoghi sono di un'intensità disarmante.

L'anime non è molto diverso dal manga, anzi rispecchia fortemente l'atmosfera, i suoni e gli umori della storia.

la regia e il montaggio sono frutto di menti sapienti; è talmente bello osservare lo sviluppo delle intricate maglie del racconto che tutto sembra avvenire in modo naturale, nonostante, invece, ci si trovi di fronte ad un difficile innesto di situazioni.

la caratterizzazione dei personaggi è studiata nei minimi particolari, tanto che Nana ed Hachi, come tutti gli altri protagonisti della storia, sembrano prendere realmente vita; il risultato è che risulta facile dimenticarsi di trovarsi di fronte a personaggi inventati, quasi fosse impossibile pensare che persone del genere non possano esistere nella realtà.

mi è difficile cercare di farci una piccola panoramica di tutti i pregi di questa opera, sembra quasi di banalizzare il tutto.

davanti a Nana si rimane rapiti.

la sensazione è quella di essersi tramutati in una mosca che suo malgrado è finita sulla tela del ragno, edora non se ne può più liberare...

Nan ha un effetto ipnotico che imprigiona.

anche le musiche scelte sono molto piacevoli, inoltre danno la possibilità di farsi un' idea dello stile e dei gusti giapponesi in fatto di musica... la colonna sonora comprende pezzi punk, che rock e pop.

non mi rimane che augurarvi, se ancora non l'avete fatto, di avere presto la possibilità di vedere questo anime... ne vale la pena, fidatevi... attenzione però... crea forte dipendenza... presto potreste amare anche voi il numero 7... le seven stars... i sex pistol... vivienne westwood... il fiore di ren...

se Nana entra nella vostra vita sarà difficile liberarsene!

ps: preconcetto italiano è quello di ritenere gli anime un prodotto per bambini... credenze che, sono sicura, verranno sfatate immediatamente!

venerdì 23 gennaio 2009

A Beautiful Mind soundtrack


salve stranieri!!!

come ben sapete le mie più grandi passioni sono il cinema e la musica... quando si uniscono sono la cosa più bella da sentire e vedere...

quindi per continuare la tradizione iniziata con Arancia Meccanica, questa volta vi posto le musiche di A beautiful Mind (cliccate qui per il post sul film).

A Kaleidoscope of Mathematics



All Love Can Be

A Beautiful Mind


Titolo originale: A Beautiful Mind
Paese: Stati Uniti
Anno: 2001
Durata: 136'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 1.78:1
Genere: drammatico, biografico
Regia: Ron Howard
Soggetto: Sylvia Nasar
Sceneggiatura: Akiva Goldsman
Casa di produzione: Universal Pictures, DreamWorks SKG, Imagine Entertainment

Interpreti e personaggi
Russell Crowe: John Nash
Jennifer Connelly: Alicia Nash
Ed Harris: William Parcher
Paul Bettany: Charles Henman
Adam Goldberg: Richard Sol
Christopher Plummer: dottor Rosen
Josh Lucas: Martin Hansen
Austin Pendleton: Thomas King
Judd Hirsch: professor Helinger

Episodi:
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Mike Hill, Daniel P. Hanley
Musiche: James Horner
Scenografia: Leslie Rollins

Premi:
4 Oscar 2002: "miglior film", "miglior regia", "miglior sceneggiatura non originale" e "miglior attrice non protagonista" (Jennifer Connelly)
4 Golden Globe 2002
BAFTA alla migliore attrice non protagonista a Jennifer Connelly

storia:

John Nash, genio matematico, entra all'università di Princeton con una borsa di studio. Dimosta di essere uno studente particolare: non segue i corsi ma si dedica alla ricerca di un'idea originale che gli permetta di ottenere una laurea e di rivoluzionare il mondo della matematica.
Ci riesce, il suo genio gli permetterà di lavorare anche per l'esercito in qualità di decifratore di codici segreti.
inizia anche ad insegnere a tra i suoi alunni vi è anche Alicia che diventerà sua moglie.
John, però è affetto da schizofrenia: nella sua mente prendono vita personaggi che non esistono nella realtà.
Viene sottoposto a pesanti cure tra cui persino l'elettroshock...

recensione:

A mio avviso il più bel film di Ron Howard.
la pellicola è straordinariamente commuovente, la storia appassionante, la sceneggiatura indimenticabile, la colonna sonora trascinante (clicca qui per visionare il post relativo alle musiche del film).
Gli interpreti regalano performance di altissimo livello, primi fra tutti i due protagonisti, Russel Crowe e Jennifer Connelly.
Quello che indubbiamente affascina lo spettatore è la rappresentazione così poetica della vita di John Nash.
Lo spettatore che non è informato sulla vita del matematico, non conosce la storia di conseguenza non immagina che Nash sia schizzofrenico.
Rimane prigioniero delle continue testimonianze del genio di John.
Non è immaginabile che una mente così acuta, così elaboriosa possa essere anche covo di incredibili allucinazioni.
Lo spettatore quasi prende parte al dramma, accompagna Nash alla scoperta del suo male; spera con lui che alla fine di tanta sofferenza in matematico riesca a dimostrare la veridicità di ciò che vede; quei personaggi li ha visti anche lui, vi si è affezionato alla stessa maniera con cui si è affezionato a tutte le altre presenze del film.
Scoprire che tutto ciò in cui si è creduto non è altro che frutto della pazzia fa soffrire.
Il declino, la derisione, il non essere considerato normale, il non poter avere la mente attiva a ricevere informazioni, il non poter trovare le soluzioni a problemi è sintomo di una costante frustrazione che accompagna l'esistenza di Nash per molto tempo.
Il film, inoltre è anche un profondo omaggio al sentimento più forte, l'amore.
La storia di Alicia e John è intensa, potente.
Lei non lo abbandona mai, nemmeno nel momento più buio della loro convivenza.
Alicia è l'unica a credere nelle capacità del marito quando il resto del mondo gli chiude le porte in faccia; è lei che dandogli fiducia, credendo in lui riesce a fargli riprendere a vivere... a lei lui dedicherà il nobel che meritatamente gli sarà consegnato nel 1994.

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